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Penguin e Co.? Niente paura! La risposta agli aggiornamenti di Google

Google fa pulizia su Internet. Ancora una volta il gigante dei motori di ricerca, con i suoi aggiornamenti, fa in modo che i proprietari dei siti web rimodellino e adattino le loro pagine ai nuovi criteri per rimanere a galla. Non appena Matt Cutts ha annunciato l’aggiornamento Penguin 2.0, tra gli esperti del web è scoppiato l’allarme. Nessuno sapeva cosa avrebbe davvero causato. Continuate a leggere se volete scoprire la risposta a questi nuovi sviluppi e cambiamenti…

Immaginate di voler chiamare un certo Mario Rossi di Milano ma non conoscete né il suo numero né tantomeno il suo indirizzo esatto. Consultate le pagine bianche che prontamente vi mostrano almeno 40 Mario Rossi nella zona di Milano. Naturalmente ciò non aiuta ma, dato che si tratta di un caso urgente, rimboccate le maniche e, telefono alla mano, iniziate a chiamare ogni numero. La prima a rispondere è la signora Rossana Rossi che, irritata, risponde: “Mario? Il mio ex-marito non vive più qui!”. E questa sarà solo la prima di numerose telefonate che non porteranno a niente. Infastiditi, strapperete l’elenco telefonico e lo getterete in un angolo. Fastidioso e irritante quando non si trova ciò che si cerca, vero? Google lo sa benissimo e per questo vuole offrirvi una soluzione: la chiave del successo sta nei contenuti di qualità.

Ancora una volta un “pinguino” – perché Google fa ordine tra i suoi risultati di ricerca

Quando Matt Cutts, capo del team anti spam di Google, annunciò a Maggio l’aggiornamento “Penguin 2.0”, in molti specialisti SEO è stato possibile costatare un alto grado di nervosismo. I blogger e gli esperti del web hanno provato ad ipotizzare i cambiamenti che questi aggiornamenti avrebbero provocato. Un leggero tremore ha attraversato soprattutto il settore del web marketing perché nessuno sapeva in che modo l’ultimo aggiornamento rilasciato avrebbe influenzato i siti web. Negli ultimi anni Google ha punito ripetutamente le pagine che hanno violato le linee guida indicate. Per molti proprietari di siti web ciò ha causato grandi perdite in visibilità. Ma perché tutto questo?

Google cambia spesso i suoi algoritmi e lo fa principalmente per ottimizzare i risultati di ricerca degli utenti di internet. Gli utenti continueranno ad usare Google e lo renderanno leader tra i motori di ricerca solo se saranno pienamente soddisfatti dei risultati di ricerca e del servizio offerto. La concorrenza è già in agguato anche se ancora con una certa distanza. In particolare ciò ha significato che in questi ultimi anni Google ha dovuto valutare attentamente i contenuti affinché siano in grado di soddisfare le ricerche e le esigenze degli utenti. Google pertanto è stato costretto a dare un ranking negativo a tutte quelle pagine web i cui contenuti non rispecchiano le sue linee guida e criteri. Pagine con link “non buoni” e con contenuti di poca qualità perdono velocemente la loro posizione favorevole nei risultati di ricerca. Chi si occupa dell’ottimizzazione delle pagine per i motori di ricerca cerca continuamente di analizzare i cambiamenti delle linee guida e di reagire di conseguenza al fine di migliorare e adattare la pagina web alle nuove impostazioni di Google.

Panoramica dei principali aggiornamenti di Google

I creatori del toolbox SISTRIX documentano sul loro sito web gli aggiornamenti di Google che hanno stravolto il mondo del web a partire dal 2002. Di seguito una selezione degli aggiornamenti più importanti:

– Aprile 2003 Cassandra: sono stati puniti principalmente i siti con testi e link nascosti così come anche l’eccessivo utilizzo di link verso la propria pagina web.

– Maggio 2003 Dominic: modifica del valore dei back link.

– Novembre 2003 Florida/Gennaio 2004 Austin: Google punisce alcune tattiche SEO, prima fra tutte l’uso sproporzionato di keyword.

– Gennaio 2005 Attributo Nofollow: Google, Yahoo e Microsoft introducono l’attributo nofollow con il quale si annunciava che i link contenenti il tag "nofollow" non avrebbero più influenzato il ranking nei risultati di ricerca.

– Ottobre 2005 Jagger: una serie di modifiche dell’algoritmo punisce le pagine con link illegali o link a pagamento.

– Settembre 2009 Vince (Brand): viene rafforzato l’ingresso nel web degli “Offline Brands”, tramite l’inserimento di importanti parole chiave ad essi associati.

– Aprile/Maggio 2010 MayDay: Google colpisce i siti di grosse dimensioni, il cui traffico proviene principalmente da query di tipo Long Tail (parole chiave composte da 3 o più termini).

– Febbraio 2011 Panda: questo nuovo filtro punisce principalmente tutte le pagine web con contenuti di bassa qualità, premiando di conseguenza i siti di qualità superiore. Fino ad oggi Google continua regolarmente ad aggiornare e a migliorare il suo aggiornamento Panda.

– Novembre 2011 Freshness: l’aggiornamento “freschezza” premia i siti web che forniscono contenuti attuali, rilevanti, interessanti e sempre aggiornati.

– Gennaio 2012 Page Layout Algorithm: prendendo in considerazione il rapporto tra contenuto e pagine pubblicitarie, Google punisce le pagine in cui è la pubblicità ad avere un peso maggiore rispetto ai contenuti.

– Marzo 2012 March 50-Pack: questo aggiornamento ridefinisce il criterio della qualità dei contenuti e riesamina nuovamente i testi dei link.

– Aprile 2012 Penguin: lo scopo del Penguin è di penalizzare i siti che ricavano il loro traffico da link provenienti da siti i cui contenuti sono di bassa qualità.

– Agosto 2012 DMCA Penalty: Google punisce i siti web sospettati di violare i diritti d’autore.

– Settembre 2012 Exact-Match Domain: Google penalizza i domini che contengono la keyword esatta con la quale sono posizionati in SERP (ad esempio hotel.it).

In particolare, gli aggiornamenti Panda, Penguin e Freshness coinvolsero molti siti web e causarono grandi cambiamenti nei risultati di ricerca. Google continua a sviluppare e ad aggiornare alcuni degli Update già eseguiti: il primo aggiornamento Panda è stato seguito ad esempio da almeno altri 24 Update. Le modifiche più recenti sono state apportate dal Penguin 2.0: inizialmente esso infatti non aveva apportato grandi cambiamenti mentre quest’ultimo ha avuto un impatto più radicale sulla SERP. Gli esperti e i proprietari dei siti web non si danno pace e sono preoccupati per i nuovi aggiornamenti già anticipati da Google.

Quali tecniche e pratiche prenderà di mira il team di Matt Cutts? Prima dell’arrivo dell’aggiornamento, nessuno può prevedere niente. Per essere al sicuro e per non rischiare di perdere la visibilità, ogni utente dovrebbe almeno adeguarsi alle istruzioni elencate da Google stesso, per ottenere pagine web di qualità. In questo modo Google spiega molto chiaramente come la buona qualità del sito sia un criterio fondamentale per l’ottenimento di un buon posto nella SERP. Attraverso i contenuti di qualità i gestori dei siti web si proteggono nel migliore dei modi contro le possibili conseguenze negative apportate dalle modifiche degli algoritmi.

Se volete scoprire cosa intende Google per contenuti buoni e di qualità non perdetevi il prossimo articolo.


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